Albrecht Dürer, Navis Stultorum (in S. Brant, Narrenschiff - 1497)

lunedì 15 aprile 2013

CoCoCo 2013-7: Attraversamento pedonale a Villa Olmo

Avendo udito di contestazioni e polemiche riguardanti la costruzione di un attraversamento pedonale in via Bellinzona, nelle immediate vicinanze di Villa Olmo, vorrei puntualizzare che diverse di esse mi sembrano eccessive nei toni e nel merito.
Risiedo in zona, lo vedo tutti i giorni e ritengo di poter formulare qualche modesta osservazione, precisando che personalmente non ne avvertirei la necessità, e che ho sempre trovato pratico il sottopassaggio esistente.
Tuttavia esiste una vera necessità da parte dell'utenza anziana che si trova di fronte ad un reale disagio. Da anni i residenti presentavano richieste in proposito (mi pare si parlasse anche di una regolazione semaforica). Comunque è evidente che il sottopassaggio, per la presenza delle scale, non è per nulla conforme alla deambulazione di persone avanti negli anni, come pure di portatori di handicap: è purtroppo in sé una vera e propria barriera architettonica. Non sembrebbe tuttavia ragionevole un investimento ad hoc, di fronte ad un utilizzo complesso e future manutenzioni.
Va notato altresì che l'altro passaggio pedonale a raso, posto esattamente di fronte alla chiesa di S. Salvatore, è purtroppo caratterizzato dalla limitata visibilità per le autovetture, soprattutto provenienti dal Borgo Vico. Lì il rischio di incidenti non è basso, se gli autisti non prestano attenzione e non rispettano scrupolosamente le regole del traffico. Tra l'altro auspico che in conclusione degli attuali lavori vengano ivi riprisitinate le strisce pedonali ormai quasi del tutto cancellate.
Ad un'attenta osservazione, l'ingombro finale dello spartitraffico risulta contenuto. Certamente, una volta terminato il cantiere, il passaggio non costiturà una vera strettoia e il traffico non ne risentirà in modo particolare. Chi quotidianamente transita per via Borgovico sa bene che i rallentamenti avvengono per altre cause, in punti nevralgici posti più avanti (la scuola media, il piazzale S. Teresa) e in determinati orari.
Va senz'altro apprezzata la disponiblità di ASF a verificare la congruità dell'attuale dislocazione della fermata autobus. Segnalo però che la presenza del bar proprio sull'angolo con via Zamenhof induce automobilisti veramente indisciplinati a fermarsi in quel punto a tutte le ore del giorno in pieno divieto di sosta. Quelle auto sì, una volta terminata l'opera, determinerebbero una strettoia che a un tempo rallentebbe il passaggio del flusso veicolare produrrebbe traiettorie più rischiose. Occorrerà un po' di vigilanza aggiuntiva, che sono certo verrà opportunamente disposta.

martedì 9 aprile 2013

I fanfaroni che lamentano il golpe

Beppe Grillo risponde a Luigi Zanda e ai partiti che hanno bocciato l'idea di far partire le commissioni permanenti. E attacca, col suo solito stile equilibrato e ragionante, con sparate sul "Golpe" in atto.
"In Parlamento c'è ora un nuovo arrivato, un imprevisto, il M5S che vuole avviare al più presto una serie di leggi che per pdl e pdmenoelle sono come l'aglio per i vampiri. Legge sul conflitto di interessi, legge anti corruzione" eccetera.
Come no. E siccome dà la massima importanza a queste leggi, il Movimento rifiuta di far partire un qualsiasi esecutivo "a scadenza", anche se potrebbe ampiamente condizionarlo per il (presunto) bene del paese, impuntandosi invece come il più capriccioso dei bambini. O meglio, dei ricattatori politici.
Roba vecchissima, addirittura da prima repubblica. Ma siccome la memoria è corta e la ciarlataneria è grande, si punta allo sfascio che consentirebbe di rastrellare altri voti, con toni saccenti quanto inconcludenti.
"Il MoVimento 5 Stelle vuole un Parlamento in pieno esercizio da ora. Il Paese è al collasso e l'attività legislativa è bloccata. Un suicidio."
No, diciamolo pure: è un omicidio che ha una finta verginella come (ir)responsabile.
Scriverei anche "finitela di prenderci per i fondelli con il vostro cinismo politicante", ma so che di fonte al fanatismo dei fanfaroni è del tutto inutile.

lunedì 8 aprile 2013

CoCoCo 2013-6: Motivazioni (sconcertanti) di una sentenza

Il processo sul concorso truccato per un posto di agente della polizia locale a Como ha causato un grave discredito all'amministrazione comunale ed è stato viziato da un «paradosso»: a quanto pare, chi è venuto meno al dovere di mantenere il segreto a cui era tenuto, rivelando in anticipo le tracce d'esame, non è stato mai neppure imputato. I giudici di Como sono stati durissimi nel motivare la sentenza dello scorso gennaio, ora depositata e quindi accessibile alla valutazione dei cittadini di Como. Nella motivazione essi hanno dichiarato che un'inchiesta accidentata «ha sortito effetti paradossali, per i quali i soggetti a carico dei quali sono emersi indizi di reità come i primi e principali responsabili della fuga di notizie», ossia due assessori della passata amministrazione «non risultano imputati in questo processo», in quanto «si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, ineccepibile e insindacabile da un punto di vista processuale - scrive il Collegio - ma hanno così determinato una incolmabile zona d’ombra nell’accertamento della verità», tanto più grave in base «al ruolo da essi ricoperto di rappresentanti delle istituzioni che avrebbe forse richiesto una maggiore collaborazione e trasparenza».
Fin qui la citazione delle motivazioni.
Esprimo in questa sede tutto il mio sconcerto e la mia tristezza per la luce negativa che simili fatti gettano sulle istituzioni; inoltre non so se rassegnarmi o meno al fatto che in Italia chi viene coinvolto da queste situazioni, al di là degli aspetti formali e procedurali che saranno anche stati rispettati, non sappia o non voglia mai trarre le debite conseguenze politiche.

giovedì 4 aprile 2013

CoCoCo 2013-5: Falsità sui mancati risparmi della giunta

Da un po' di tempo in qua si assiste ad un fenomeno curioso. Anche a Como le parole in libertà si associano sempre più frequentemente ai numeri in libertà. Entrambi rigorosamente sganciati da precisi riferimenti a dati di fatto, o meglio, ben disposti a deformare i fatti alla carlona, come viene viene.
È chiaro: in politica, e sul piano amministrativo, si presentano spesso fenomeni di complessa lettura che possono disorientare chi non vuole andare in profondità e non sente il bisogno di verificare, perché tanto ha già la verità in tasca. Stupisce magari che il sistema dell'informazione, logicamente pronto a raccogliere e rilanciare le polemiche, appaia in qualche caso disinteressato ai necessari controlli, o anche più banalmente, a chiedere lumi ai diretti interessati, e consenta di propalare autentiche fole, di cui il sindaco e la giunta sembrano essere i primi bersagli.
Vogliamo qualche esempio?
Si legge:
- che “non sono stati fatti risparmi sul personale” – e non è vero: dall’insediamento non è stato rinnovato il mandato legato alla precedente amministrazione di 8 segretarie di Sindaco e Assessori per complessivi € 242.000 annui; dei 3 dirigenti a mandato nella precedente amministrazione ne son stati sostituiti solo 2 con ulteriore risparmio di € 120.000; considerando minori costi sulla segreteria generale di €12.000. Si calcola perciò un risparmio annuo di € 374.000;
- che “la riorganizzazione del personale prevede 5 ulteriori aree dirigenziali con un maggior costo di € 25.000” – e non è vero: le aree definite dalla precedente amministrazione erano 8; con la riorganizzazione in corso diventeranno 5 o 6 (quindi non 13), con un risparmio di € 10-15.000.
Inoltre la precedente giunta, nel quinquennio 2007-2012, ha erogato ai nove dirigenti che sono andati in pensione “bonus” per complessivi € 968.000. Questa giunta ha deciso che non saranno più erogate buonuscite ai dirigenti che andranno in pensione durante questo mandato. È evidente come questa decisione si traduca in un ulteriore, consistente risparmio.
Non si tratta di limitare il legittimo diritto di critica, ma sarebbe saggio evitare, se possibile, di lanciare al vento accuse infondate. Quale sia il senso di responsabilità nei confronti della "casa comune" di simili sparate, lo giudicheranno i cittadini comaschi. Ho fiducia che sapranno distinguere tra le difficoltà oggettive dell' nell'interese della città in queste difficili condizioni - e i risultati potranno misurarsi solo nel medio termine - e le chiacchiere inconsitenti di chi si oppone "a prescindere".

mercoledì 27 marzo 2013

Lo streaming del poco o nulla

Giornata notevole, oggi, e non solo per la semi-bufala dello "streaming epocale" dell'incontro tra Bersani e i due rappresentanti del M5S (cfr. http://www.europaquotidiano.it/2013/03/27/lincontro-tra-bersani-e-il-m5s/).
Sono davvero impressionato dall'atteggiamento di Crimi (quello dei due che, almeno, si sforza di argomentare): dato che non ci sentiamo responsabili [per il passato, imputato non senza ragione alle altre forze politiche], allora non ci assumiamo responsabilità [per il presente ed il futuro, per il quale però sarebbero stati eletti].
Assenza di logica (o di comprensione dei termini) atta a tradursi in un tatticismo già troppe volte visto, sin dalla prima repubblica. Anche se qui l'esito potrebbe essere il crac, chi se ne importa.
Quando poi Grillo distribuisce la patente di "Padre Puttaniere" anche a chi visibilmente non lo è, la disonestà intellettuale raggiunge l'apice, mostrando insieme quale sia la considerazione, da parte di chi lancia simili messaggi, delle capacità mentali di coloro che li raccolgono e li fanno propri.
Di fronte a QUESTO nuovo, mi preparo al peggio.

giovedì 21 marzo 2013

CoCoCo 2013-4: Iniziative di contrasto alle ludopatie

Riferisce oggi il quotidiano "La Provincia" che salgono a 80 i bar "slot free" che hanno deciso di evitare la presenza delle macchinette nei loro locali. Il sindaco Mario Lucini, interpellato, appoggia l'iniziativa e parla anche di un intervento del Comune di Como attraverso qualche forma di incentivazione, pur senza voler «dare patenti di buoni e cattivi».
Concordo con questa ulteriore manifestazione d'interesse e me ne rallegro, avendo anche sottoposto all'esame dell'aula la mozione per il contrasto alle ludopatie che abbiamo approvato insieme lo scorso ottobre. Vi si prevedeva tra l'altro il raccordo con "altri attori istituzionali e soggetti competenti al fine di monitorare l'incidenza delle ludopatie nella città di Como ed eventualmente di organizzare di un convegno istituzionale con contributi qualificati e analisi di percorsi di prevenzione già avviati da altri comuni italiani", nonché "la costituzione di partenariati con le scuole al fine di istituire un percorso di prevenzione per sensibilizzare i giovani alle caratteristiche potenzialmente negative delle attività ludiche on line, soprattutto se legate alle scommesse".
Ritengo perciò di cogliere l'occasione anche per sollecitare un rafforzamento della collaborazione con l'Asl e proseguire nell'opera di conoscenza del fenomeno e di contrasto già in corso.
A proposito di prevenzione, inoltre, constatato che la Federazione Gioco di Confindustria annuncia di voler creare un osservatorio con appoggio di Comuni, associazioni, Caritas, parrocchie, medici, proponendo di destinare dei fondi alle amministrazioni comunali che dovranno curare le ludopatie. Mi sembra una posizione responsabile, e mi sembrerebbe perciò opportuno destinare parte di questo contriubuto ad un'azione di sensibilizzazione nelle scuole (dove non dovrebbe mancare la sensibilità su queste ed altre tematiche attinenti le dipendenze), ad esempio con la stampa di materiale informativo, utile a proporre una riflessione nelle classi. Confido anche nella sensiblità dell'assessore ai servizi sociali per riprendere il discorso e realizzare il più ampio coinvolgimento attorno all'iniziativa.

domenica 17 marzo 2013

Comincia l'epoca delle scelte: per o contro il Paese?

Sono impressionato dalla vistosa assurdità della lettura che Crimi dà oggi del voto al Senato. Ogni opinione è certamente legittima, ma solo menti ottenebrate dallo slogan farlocco che PDmenoelle e PDL sono uguali (complimenti per l'intus-legere) possono bersi la fesseria della foglia di fico, e soprattutto del complotto che ha messo in crisi gli animi ingenui e puri.
Chi non capirebbe infatti che i due "cattivi" si sono messi d'accordo per candidare l'impresentabile Schifani, in modo da costringere i più coscienziosi dei "buoni" a votare per il meno peggio? Si fatica a non ridere. L'unica cosa rispettabile di questo sproloquio è il riconoscere la sincerità e la sofferenza di chi ha scelto Grasso e, bontà sua, il supplicare i supporter del movimento di non coprirli di contumelie o peggio, anche se "chi viola il regolamento del gruppo automaticamente si può ritenerne escluso".
"Gioco di forza" dei partiti? "Ricatto morale"? Ma smettiamo di raccontar balle!
Può esser vero che "noi siamo così, ingenui, entusiasti, pensiamo di poter scalare l’everest con le infradito…", ma forse non guasterebbe cominciare a capire per quale ragione è stato chiesto il voto, e soprattutto perché è stato concesso.
Per autorappresentarsi come una setta succube di pensieri farneticanti sul nuovo ordine mondiale? Per mandare il paese alla malora allo scopo di punire gli altri partiti dall'essere men che perfetti? Per avere in futuro il 100% di una scatola di tonno rivoltata e via sbrodolando? Un'azione politica del tutto inutile, se non contraria al bene comune, può dirsi migliore delle prassi disoneste che si dice di voler combattere?
Temo che i cittadini onesti vogliano risultati, non panzane, slogan, nuovi duci esaltati e neppure una mera funzione di controllo (in sé necessaria e auspicabile). Anche paralizzare un paese per superbia, senza neppure eliminare le maggiori storture presenti, potrebbe essere un atto malvagio.

lunedì 11 marzo 2013

CoCoCo 2013-3: Solo mozioni "comasche"?

Devo esprimere un ringraziamento sincero ai proponenti la mozione, soprattutto perché ci danno modo di ripensare al significato del nostro lavoro d'aula. Si tratta di una riflessione certamente necessaria, in quanto abbiamo assistito, in questi primi mesi, non tanto alla presentazione di problematiche che con la città avessero poco a che fare, quanto piuttosto al prolungamento spesso poco costruttivo dei tempi delle nostre sedute, tramite una pletora di emendamenti solo in parte giustificati, e soprattutto con la proliferazione di questioni procedurali sollevate speciosamente, nonché di "fatti personali" a prescindere, derivanti dall'aver colto la pronuncia del proprio nome sulle labbra di un altro, incauto consigliere.
La mozione in sé, lo dico subito, mi appare irricevibile tanto per la casistica che pretenderebbe di istituire, restringendo l'attività consiliare ad argomenti e temi strettamente legati alla città, quanto per la penalizzazione che intenderebbe imporre ai presunti trasgressori, privando l'intero consiglio del gettone di presenza.
Potrebbe persino far sorridere, questo modo di porre la questione. Infatti lascia spazio a due fondamentali interpretazioni, l'una più risibile dell'altra.
1) O siamo di fronte ad un'esaltazione del provincialismo più sfrenato, e perciò grottesco, dovendo oltretutto immaginare una sorta di tribunale che ogni volta stabilisca il grado di "comaschità" degli argomenti, e ogni volta istituire un'apposita istruttoria, con complesse operazioni di cronometraggio dei tempi effettivamente dedicati agli argomenti "alieni" per determinare la corresponsione economica ai consiglieri che vi si sono impegnati.
2) O si immagina di rendere più efficienti ed utili alla città i lavori, finendo per espungere tutte quelle tematiche che abbiano qualche attinenza con il mondo esterno. È però chiaro a tutti che, nel XXI secolo, nessuna città, tantomeno se è caploluogo di provincia, può sensatamente "chiamarsi fuori" dai problemi della realtà circostante, per la semplicissima ragione che i suoi abitanti sono già investiti, quali cittadini della Repubblica Italiana, di una serie di carichi e di oneri che non è illegittimo cercare di alleviare anche con l'appoggio politico del proprio consiglio comunale.
Essere un organo amministrativo non esime infatti dall'assumere funzioni di indirizzo politico (che come tali, sono anche richiamate espressamente dal nostro Statuto), e quindi i dibattiti su temi che riguardino la collocazione della nostra città nel contesto politico ed istituzionale del nostro paese sono tutt'altro che incongrui. E come potrebbero, del resto, approdare all'aula simili argomenti, se non fossero stati ammessi dall'ufficio di presidenza, e quindi già preliminarmente valutati come pertinenti?
Le conseguenze paradossali di un cieco atteggiamento di chiusura, poi, emergerebbero chiaramente che, senza una precisa volontà politica, non sarebbe mai stato possibile istituire né rapporti di gemellaggio, né interventi di solidarietà come quelli anche di recente deliberati, perché riferiti a realtà distanti centinaia o migliaia di chilometri dal nostro beneamato capoluogo. Ecco perché una mozione come questa non si può considerare fondata e va respinta, a meno di voler instaurare una tradizione di chiusura assai poco lodevole e che comunque non appartiene allo spirito del centrosinistra.
Se, viceversa, l'opposizione ritiene che in questo consiglio si presentino troppe mozioni, potrebbe dare una pratica soluzione cercando di coordinarsi meglio e di concordare al proprio interno una riduzione di questi interventi.
Se i tempi del dibattito su ogni singola questione apparissero eccessivamente lunghi, basterebbe evitare che ogni singolo membro di ogni singolo gruppo si sentisse in dovere di intervenire, spesso dichiarando "di non averne avuto intenzione, ma..." di essersi ricreduto, e magari solo per ribadire gli identici argomenti dei suoi predecessori.
Le critiche costruttive giovano sempre, e la maggioranza ha il dovere di tenerle in debito conto, anche se non si può chiederle di concordare automaticamente; e forse con un minimo di intelligenza le si possono anche rendere più facilmente accoglibili, come del resto mi sembra si sia già dimostrato talvolta di saper fare.
Mi auguro che sapremo rendere più costante questo atteggiamento di collaborazione; in ogni caso, cominciamo con l'evitare a tutto il consiglio, respingendo questa mozione, il paradosso che la gran parte dei consiglieri si costringa ad ascoltare con pazienza e con il dovuto rispetto argomentazioni a volte interessanti, a volte un po' meno, su temi ammessi come legittimi dall'ufficio di presidenza, e poi venga trattata come se non avesse fatto il suo lavoro.

mercoledì 13 febbraio 2013

Miseria della (giornalistica) bistecca

Riporto in calce un odierno articolo che è semplicemente da guinness della disinformazione: "I ricercatori [...] naturalmente confermano che frutta e verdura non producono più gas a effetto serra rispetto all'allevamento degli animali", ma ci farebbero riflettere che un vegetariano dovrebbe mangiare "maggiori quantità" per compensare un presunto minore apporto nutritivo.
Lo sapevamo già, grazie. Peccato che le quantità di cui si parla siano... umane e non pantagrueliche, che i carnivori non pranzino di solito con porzioni dimezzate, e che gli animali da allevamento... mangino pure loro, ecc. ecc.
La voglia di fare titoli ad effetto conduce, come troppo spesso avviene, a isolare e deformare pochi dati per trarre tesi generali insulse o infondate. E il messaggio che passa, com'è ovvio, è alla fine quello del titolo. Cioè una stronzata (nel senso tecnico illustrato dal saggio di Harry G. Frankfurt, On Bullshit).
Essendo vegetariano per scelta etica, non mi importa granché. Ma il livello della comunicazione scientifica nel nostro paese è sempre più miserevole.
L'ignoranza e l'assenza di logica impazzano, pur di dire qualcosa "di nuovo" ad ogni costo. È chiedere troppo che di temi scientifici si occupino solo persone competenti?
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La bistecca fa bene all'ambiente, mangiare vegetariano meno
Roma, 13 feb. (Adnkronos) - Mangiare vegetariano non farebbe bene all'ambiente: è questa la tesi controcorrente, destinata a far discutere, espressa in uno studio condotto da ricercatori francesi e pubblicato sul Journal of Clinical Nutrition. I ricercatori hanno analizzato le abitudini alimentari di 2000 adulti connanzionali e calcolato le emissioni di gas serra generate dalla coltivazione delle piante, dall'allevamento dei pesci e degli animali da carne e del pollame.
I ricercatori dell'Istituto Nazionale delle Ricerche Agricole di Marsiglia naturalmente confermano che frutta e verdura non producono più gas a effetto serra rispetto all'allevamento degli animali, ma hanno tuttavia scoperto, proprio dall'analisi dei comportamenti del campione le cui abitudini alimentari sono state seguite durante una 'settimana tipo', che chi si alimenta esclusivamente vegetariano ha bisogno di mangiare di più di quanto non sia necessario ad un soggetto che invece adotti una alimentazione mista.
Da qui il calcolo delle emissioni che ha compreso tutto il ciclo di vita di 400 alimenti più comunemente consumati con la relativa la quantità di Co2 prodotta da ciascuno di essi per 100 grammi di cibo prodotto. I ricercatori hanno così scoperto che le diete migliori rispetto alla salute dell'essere umano, quelle cioè ad alto contenuto di frutta, verdura e pesce non si discostavano di molto, relativamente alle emissioni di Co2 prodotte, rispetto alle diete di più basso livello qualitativo, ricche di sali e zuccheri.
Ma se è vero che per produrre 100 grammi di carne si emettono 1600 grammi di Co2, 25 volte di più di quanto non se ne emetta per produrre una quantità equivalente di frutta e verdura, i ricercatori hanno anche appurato che per ottenere dal consumo di cibo 100 chilocalorie occorre mangiare molta più verdura, frutta e pesce che non carne uova e pollame. Da qui la conclusione che quello che si riteneva fosse uno stile vita più sano e più in sintonia con l'ambiente deve essere rivisto, magari bilanciando i consumi e concedendosi ogni tanto una bistecca. (http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/World_in_Progress/?id=3.1.4178002735)

giovedì 7 febbraio 2013

La pazienza di Lucini

"La pazienza è la più eroica delle virtù giusto perché non ha nessuna apparenza d'eroico" (Giacomo Leopardi, Zibaldone). Quindi si presta bene ad accompagnare il cammino di un sindaco coraggioso come Mario Lucini anche nel fronteggiare polemiche pretestuose. Ma è pure vero che le troppe questioni di lana caprina sollevate a vanvera, facendo cagnara senza documentarsi adeguatamente, senza capire o facendo finta di non capire, fanno davvero perdere tempo alla città, non solo a chi la amministra. Inutile, forse, sperare che l'atteggiamento si faccia più equilibrato e si modifichi.
Non ci rimane che Totò: "Ogni limite ha una pazienza", perbacco!
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Dal "Corriere di Como" - Giovedì 07 Febbraio 2013:
"Prima al telefono, poi davanti alla telecamere di Etg, il sindaco Mario Lucini ha risposto per le rime ad Alessandro Rapinese. E soprattutto, con una serie di documenti alla mano, si è detto certo di poter smontare pezzo per pezzo le tesi accusatorie del consigliere di minoranza.
Il primo tassello riguarda l’autorizzazione concessa ad autogru e autosnodati per i lavori al Palace. «Forse Rapinese non ha letto bene l’ordinanza - dice Lucini - altrimenti avrebbe notato che in un punto si dice chiaramente che era vietato transitare sul ponte della darsena». È anche vero, però, che nella stessa autorizzazione si legge che «i mezzi percorreranno largo Leopardi in contromano e in deroga alla segnaletica vigente, per raggiungere il cantiere ubicato al civico 16 del Lungo Lario Trieste-Hotel Palace».
«Ma in realtà - ribatte il primo cittadino - noi abbiamo autorizzato l’occupazione di suolo pubblico a circa 25 metri di distanza dal civico 16, appena dopo l’aiuola circolare di piazza Matteotti. Dunque i mezzi non sono transitati sul lungolago ma, da lì, grazie a un braccio meccanico, hanno provveduto a posare l’impianto di condizionamento sull’albergo». Certo, immaginare un braccio così lungo non è semplice, ma Lucini controbatte anche all’obiezione. «Io, come peraltro Rapinese, non ero sul posto la notte dei lavori, e quindi non so cosa sia successo minuto per minuto - afferma il primo cittadino - Ma siccome il consigliere si basa su documenti, lo stesso faccio io. E questi dicono in maniera chiara che il Comune non ha mai permesso ai mezzi pesanti di transitare dove c’era il divieto oltre le 20 tonnellate». «Credo che Rapinese abbia preso un granchio. E forse - conclude Lucini - farebbe bene a non farci perdere troppo tempo su cose inesistenti». Lucini, in ultimo, ha smentito che, dopo il 18 marzo 2011, siano transitati bus di Asf di peso superiore alle 20 tonnellate sul lungolago."

lunedì 21 gennaio 2013

CoCoCo 2013-2: Segnaletica orizzontale delle nostre strade

Mi soffermo brevemente sullo stato delle strade di Como, che è ben noto a tutti ed è una storica quanto sgradita eredità lasciata alla nostra amministrazione, per segnalare una reale urgenza.
A parte la manutenzione almeno dei tratti più ammalorati, che sarà certamente disposta quando il clima lo consentirà, credo sia di particolare importanza privilegiare il rinnovo della segnaletica orizzontale, e soprattutto degli attraversamenti pedonali. Constato personalmente, raccogliendo anche molte segnalazioni in proposito, la pericolosità degli attraversamenti ormai quasi cancellati, in particolare nelle strade di forte circolazione, che sono soggette a maggiore usura, e che proprio per le loro caratteristiche richiedono una piena e costante visibilità. È questa ad esempio la condizione del tratto dalla fine di via Bellinzona sino al piazzale S. Teresa e via Masia. Si deve tenere presente che uno di questi passaggi pedonali ormai non più discernibile è utilizzato negli orari delle funzioni religiose da molte persone anziane, che non possono usufruire del sottopassaggio di Villa Olmo. Mi capita molte volte di vedere automobili che non si fermano. Il che pone anche l'ulteriore problema di evidenziare le "strisce" con una colorazione adeguata per dare loro maggiore risalto e aumentare la sicurezza degli attraversamenti.
Parlo naturalmente da pedone ma anche da automobilista, in quanto la visibilità e la sicurezza sono un binomio indissolubile anche nella circolazione cittadina. È poi vero che una chiara segnaletica orizzontale nella separazione delle corsie non è una garanzia automatica contro l'inciviltà di taluni guidatori, che sembrano ignorare la necessità di rispettare gli spazi assegnati nonché la funzione degli indicatori di direzione; ma certamente è di aiuto a scongiurare incidenti dovuti alla natura "complessa" di molti tratti della nostra rete viaria. Confido perciò che a questo problema si vorrà dare una soluzione efficace e rapida, anche là dove le ristrettezze di bilancio imporranno di differire una nuova asfaltatura.

lunedì 14 gennaio 2013

CoCoCo 2013-1: Trasferimento dell'archivio storico dell’Ospedale Psichiatrico Provinciale di Como

Nei padiglioni di San Martino fino allo scorso anno si trovavano le circa 40.000 cartelle cliniche delle donne e degli uomini che tra il 1882 e il 1998 sono state ricoverati nell'Ospedale Psichiatrico Provinciale di Como. Si tratta di un Archivio preziosissimo, indispensabile per studiare la storia sociale del comasco attraverso un secolo. Il prof. Gianfranco Giudice, che ha pubblicato nel 2009 una importante ricerca storica su quello straordinario archivio (Un manicomio di confine. Storia del San Martino di Como, Laterza), denuncia ora di aver appreso che dallo scorso anno quell'Archivio non è più a Como, ma, per volontà della Direzione dell'Ospedale Sant'Anna, legittimo proprietario dell'Archivio, e col beneplacito dell'Autorità pubbliche deputate alla conservazione dei Beni culturali, si trova depositato come una merce qualunque in un magazzino presso l'interporto di Parma. Sembrerebbe che in pratica l'Archivio non potrà più essere consultato da nessuno studioso, o visionato da privati cittadini eredi di ex ricoverati nel manicomio di Como.
È della massima importanza che tutti i cittadini interessati, a cominciare dall'Amministrazione Comunale che li rappresenta, si attivino per contestare pubblicamente questo fatto incredibile ed inammissibile, che depaupera la cultura della città di Como e del suo territorio.
Non so quali ragioni abbiano spinto la nuova direzione del Sant'Anna a disporre in questo modo del patrimonio storico che ha in gestione, che include tra l'altro anche la biblioteca del vecchio manicomio con circa 3.500 volumi di grande pregio di cui ignoriamo ad oggi la destinazione; forse anch'essi sono stati depositati insieme al resto. Inoltre, al di là degli aspetti culturali rilevantissimi, si prefigura anche una possibile lesione di diritti individuali, quelli dei parenti degli ex ricoverati che chiederanno i documenti relativi ai loro familiari. In queste condizioni, come riusciranno ad averli? E in tal caso quanto tempo dovranno aspettare, e con che costi?
Mi auguro che, magari anche con la collaborazione degli organi di informazione, siano forniti al più presto dalla direzione del Sant'Anna non solo tutti i chiarimenti relativi all'attuale sistemazione, ma anche le rassicurazioni sul fatto che saranno disposte quanto prima le misure necessarie a garantire la conservazione del patrimonio culturale dell'ex OPP nella città di Como, con una sua piena accessibilità, riservandomi di investire il Consiglio Comunale dell'argomento in maniera più formalizzata qualora venga confermata la realtà del rischio che la città non rientri mai più in possesso di una parte essenziale della sua storia.