Albrecht Dürer, Navis Stultorum (in S. Brant, Narrenschiff - 1497)

lunedì 28 novembre 2011

CoCoCo43 - Intervento sulla variazione di assestamento generale al bilancio di previsione 2011

Di seguito alcune osservazioni sintetiche alle diverse voci, trascurando alcune riduzioni di minore entità ma certo non senza conseguenze:
1. Si tolgono cospicue risorse alla ristrutturazione del patrimonio abitativo. Sono forse quegli interventi che in commissione IV vengono periodicamente assicurati come imminenti? Si agevolail degrado, che oggi ci fa risparmiare qualche spicciolo e domani causa dissesti ben più onerosi e anzi, già da ora procura condizioni tutt'altro che decorose?
4. Incredibile ed inaccettabile il taglio di oltre 1.352.000 euro al capitolo istruzione. Si cancella di fatto ogni traccia di manutenzione straordinaria e di adeguamento tecnologico; si eliminano gli interventi sui giardini (il verde che ovviamente è un accessorio superfluo, nella città del cemento!),
ma soprattutto si cancellano i 149.000 euro previsti alla voce sicurezza, cioè ad adeguamenti che tutelano l'incolumità degli utenti. Una vera assurdità.
5. Si cancellano tutti gli interventi sui beni culturali: niente manutenzione per i monumenti (-250.000), le torri (- 110.000), Villa Olmo (-50.000), niente tecnologia per i musei (-80.000)
8. Terribile lo stato degli interventi sulla viabilità, ove si evidenzia (cosa già preannunciata nella vostra risposta alla mia interrogazione): meno 870.000 euro per gli asfalti e quasi altri 400.000 in meno per lavori e opere stradali. Come si ridurranno i nostri automezzi? Quanti incidenti evitabili si produrranno così? Non è questa una tassa occulta ma pesantissima che facciamo gravare sui cittadini?
9. Si penalizza infine pesantemente anche il territorio. Confidando evidentemente nella fortuna, sperando che in questi pochi mesi non accada nulla di grave, si decurta la voce dei dissesti idrogeologici di 150.000 euro. Togliere alle tombinature 500.000 euro vuol dire però avere molte strade trasformate in torrenti, con prevedibili danni alle abitazioni, in particolare per cantine, seminterrati e piani terra. Anche i 900.000 euro in meno sui giardini a lago cosa rappresentano, se non una pietra tombale sulla vocazione turistica della città?
Ho colto che molte di queste voci vengono riportate agli anni futuri. Peccato che quel bilancio non dipenderà più da voi. Quindi in pratica dichiarate “faremo mutui”, e cioè in realtà “faremo fare mutui ad altri” (o forse no, ma chiaramente che voi non siate più al governo per questa cattiva, insostenibile gestione è l'auspicio mio e quello di moltissimi cittadini comaschi). In ogni caso, è evidente che altro non state facendo, se non cercare di nascondere la polvere sotto i tappeti... futuri, solo che questi, purtroppo, non riescono a nascondere le magagne. Il fallimento di un'esperienza amministrativa troppo lunga e troppo costosa per la città.

lunedì 21 novembre 2011

CoCoCo42 - Mancato appalto dei rifiuti e mancato governo della città

Dal 19 al 27 novembre 2011, in tutta Europa si tiene la Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, giunta quest’anno alla terza edizione. Solo in Italia, 900 tra enti della Pubblica Amministrazione, Associazioni, Imprese e Scuole hanno aderito, con l'intento di testimoniare che, nonostante tutto, c’è un Paese che funziona, per proporre uno stile di vita più attento ai consumi e all’ambiente, che non si ferma ai buoni propositi, ma chiede ai sottoscrittori azioni creative per migliorare la situazione, in particolare evitando gli sprechi e promuovendo il riciclaggio.
Non mi risulta che il Comune di Como abbia aderito, ed è un peccato. Ma è molto più grave che non si veda neppure traccia di quanto già deliberato, con le migliori intenzioni, tre anni fa. Allora, poco prima che scadesse l’appalto per la “raccolta rifiuti e pulizia strade” fu approvata all'unanimità una delibera d’indirizzo che istituiva la raccolta differenziata “spinta” in tutta la città e una migliore pulizia delle strade. E da allora che cosa è successo? Siamo ancora in una fase di proroga del vecchio contratto. Il Comune ha bandito due gare che sono entrambe fallite per la bassa qualità delle offerte rispetto alle richieste del capitolato.
Anche questa vicenda conferma una terribile coerenza: quella del disastro che avete imposto alla città. Per totale inefficienza. O siete vittime di una maledizione, campioni del mondo della sfortuna, visto che non va in porto nulla di quanto avete pomposamente annunciato. E ora persino le imprese vi evitano come la peste: nessuno vuole più assicurare le nostre strade, nessuno fa la raccolta differenziata secondo criteri moderni ed efficienti. Ovviamente non siamo così ingenui da pensare che questa situazione di inazione non porti un qualche tornaconto proprio a nessuno, anche se evidentemente è di danno alla città.
Purtroppo questa serie di inspiegabili coincidenze negative suscitano nella mente tante ipotesi; come minimo è sintomo di un'incapacità di proporzioni inaudite, per non pensare il peggio e cioè che le operazioni vanno in porto solo di fronte a presenze amiche o gradite, solo quando la cordata è costituita, quando i referenti trovano l'accordo sulle lottizzazioni ...
È sintomo dell'atteggiamento per cui le cose devono essere fatte come e quando lo dite voi, infischiandovene delle leggi elementari della logica. Lo ha ben detto il presidente di CSU Montini, quando ha annunciato che l'autosilo della Valmulini andrebbe abbattuto per risparmiare. Ha dimenticato forse di aggiungere che il vero abbattimento utile alla città sarebbe quello di questa giunta in agonia. La stessa giunta che ha deciso di spostare fuori città un ospedale adatto, e ne ha costruito un altro chiaramente sottodimensionato, perché così doveva essere, come le segrete stanze avevano deciso: ed è questo pressapochismo progettuale che in conseguenza ha fatto dell'autosilo la classica cattedrale nel deserto.
L'incapacità a governare, è vero, è anche il risultato della vostra divisione e sfilacciamento, macroscopici anche nella vicenda della Ca' d'Industria. È semplicemente assurdo questo continuo rinvio delle nomine: per colpa di Regione Lombardia, ci si dice. Ma chi diamine la governa questa Regione? Non siete forse dello stesso partito e della stessa corrente? Forse non vi parlate, vi tenete il broncio o vi fate dispetti? Perché non ci vengono dette apertamente le ragioni vere di questo inspiegabile ritardo? Gli interessi di chi sta servendo questa classe politica? Ce lo dica Formigoni, ce lo dica il sindaco, e la finiscano di prenderci in giro.
O magari se ne vada a casa questa giunta, subito, senza trincerarsi dietro un improbabile male che un commissariamento di poche settimane prima delle elezioni porterebbe a Como: peggio di così è impossibile fare. Un poco di dignità conclusiva: è chiedere troppo? Dimissioni, subito.

martedì 8 novembre 2011

Colpi di stato

In questi giorni convulsi, in cui se ne sentono davvero di tutti i colori, prende la parola anche un alto esponente del governo per dichiarare che l'ipotesi di una maggioranza allargata o di un governo tecnico equivale “a un colpo di stato”. Parere rispettabilissimo, ma da quale pulpito viene questa predica? Non c'è stata forse, in questo sciagurato ventennio, una forza politica che ha di volta in volta minacciato la secessione attentando all'unità del Paese, evocato torme di Bergamaschi armati pronti a colpire lo stato, esibito metaforici proiettili pronti per certi magistrati, affermato che con il tricolore ci si pulisce non diremo cosa, e cento altre volgarità come proprio peculiare armamentario dialettico? Politici, peraltro, tanto ribelli da sottomettersi sempre agli interessi particolari di chi ha governato senza mantenere alcuna delle roboanti promesse elettorali, e però ha impinguato enormemente i propri patrimoni e le proprie posizioni dominanti, alla faccia dei ceti medi e popolari?
E non dobbiamo proprio a questo esimio politico la più immonda legge elettorale della storia repubblicana, che promuove in parlamento i servi più fedeli dei capi di partito? Ora si arriva persino a negare la crisi, con la più classica faccia di tolla, perché la gente va ancora al ristorante e in vacanza. Ma come pensare di uscirne, con personaggi di tale qualità, incapaci di realizzare le necessarie riforme, impopolari e troppo impegnative per la loro limitata visione, gente che sinora ha solo cercato di restare a galla considerando i cittadini dei creduli babbei?

lunedì 7 novembre 2011

CoCoCo41 - Parco di Villa Olmo, illuminazione pubblica e stato delle strade

Vari cittadini mi chiedono di segnalare la situazione del parco di Villa Olmo, in specie per quanto riguarda la circolazione sui sentieri pedonali. Già altri consiglieri hanno periodicamente sollevato questioni relative ad altre parti del complesso, tutte bisognose di intervento. Anche per i camminamenti, che sono oggetto del mio intervento, il livello del degrado è ormai insopportabile; non si tratta solo di sedi più o meno dissestate, ma di buche che sempre più numerose e trascurate, non fanno che allargarsi e moltiplicarsi. Immaginiamo facilmente quale situazione di disagio si crei per i passanti, soprattutto se anziani, e il rischio di incidenti connesso a questa situazione; ma è altrettanto importante considerare che si tratta anche di un ulteriore messaggio negativo lanciato dall'amministrazione della città ai turisti in visita.
Viene spontaneo ricordare come fossero diversamente sistemate questo ed altri luoghi caratteristici della nostra città in un passato neppure troppo lontano, per non riandare ai ricordi d'infanzia. Perché si è lasciato degradare il quadro a questo punto? È davvero solo una questione di soldi?
Segnalo la necessità di intervenire, associando anche il recente suggerimento di un lettore della "Provincia", che indica come sarebbe sufficiente ripulire i percorsi destinati alle carrozzelle dei disabili, aprendone la percorribilità anche alle biciclette, per realizzare un tratto di pista ciclabile che consentirebbe una passaggio in sicurezza all'interno del parco.
Speriamo che l'avvicinarsi delle elezioni risvegli in qualcuno degli amministratori il desiderio di porre mano, sia pure in extremis, a queste vistose manchevolezze. Non è importante chi vorrà prendersene il merito, l'importante è che le cose si facciano.
Purtroppo anche la risposta, appena pervenutami, alla nostra interpellanza sul risanamento dei manti stradali non fa che alimentare lo sconforto. Devo dare atto agli uffici comunali della chiarezza e della sincerità con la quale hanno quantificato la misura finanziaria di quanto non è stato fatto (“a causa del pagamento in tempi troppo lunghi che avrebbe potuto comportare danni all'Ente per l'eventuale richiesta di interessi per ritardato pagamento”), e di quanto non si farà in ogni caso (un programma risolutivo prevederebbe interventi “da qui a cinque anni, di almeno 2,5 milioni di euro all'anno”). Abbiamo quindi l'ufficializzazione di un dissesto cronico, che non potrà che peggiorare nel tempo in maniera sempre più disastrosa!
Segnalo infine la necessità di intervento in una serie di vie che in questo momento lamentano un guasto all'illuminazione stradale (Briantea, Piadeni, Petrarca, Dottesio, Bari, parzialmente via Ciceri); e che paradossalmente, il lampione n. 1156 di via Zezio resta da tempo acceso per l'intera giornata, determinando uno spreco che va immediatamente corretto.

mercoledì 2 novembre 2011

Postille (a volte) logiche di un cinquantenne sulla pioggia di critiche alla Leopolda

1. Non le ho mica lette tutte, le critiche. E non ne ho l'intenzione, ho un certo rispetto del mio tempo. Ma è certo che non si assisteva a un dibattito simile, e soprattutto, meno stucchevole dell'ordinario, da quando esiste il PD. Poi le formule rischiano di rimanere tali. Ma intanto si riflette: grazie.
2. Il top: Renzi è di destra? Malafede di brontosauri, per cui scattano gli automatismi difensivi. Ricorda tanto i metodi di un partito del passato. Ma qual era?
3. Renzi, così com'è, è perfetto? Il nuovo leader? Entusiasmi di carta velina. Ma si vada almeno a vedere il gioco.
4. Renzi di certo non “scalcia”, che comunicatore sarebbe? Forse, pur sorridendo, “scalpita”. E tanti altri con lui. E tu, da quando sei in politica, sei mai stato giovane?
5. Avete voluto un PD “contendibile”? E perché vi lamentate della competizione, specie se parte dal confronto di idee?
6. A proposito di PD, che dire del divieto di cumulare incarichi previsto dallo statuto, tanto più disatteso quanto più ci si avvicina ai vertici? Lasciamo perdere.
7. Cari giovani, ci vuole pazienza... Ah, la santa pazienza di chi era già in sella prima che cadesse il Muro!
8. I cento punti della Leopolda? Populismo irrealizzabile. Ossia, quello che una volta si chiamava creare una prospettiva. O almeno, provarci.
9. A proposito: quello di Renzi sarebbe populismo, quello di Vendola invece no. Un sincero Democratico, a cui tanti Democratici guardano con speranza. E allora prego, consegnategli il partito chiavi in mano. A lui che ne è fuori.
10. Renzi è andato da Berlusconi a casa sua. Una sciocchezza politica, è vero: ma è anche un atto di sottomissione? E per le disparate reazioni ricorda un'altra cosa; come si diceva un tempo, épater le bourgeois...
11. I riferimenti sociali della Leopolda sono “incerti”. E quelli del PD, sinora, sono stati inappuntabilmente chiari?
12. L'azione di Renzi non è dissenso, ma “alterità” dal PD. Davvero intollerabile. Peccato che non sembri tale – né dissenso né alterità, ma proposta, oltretutto emendabile e discutibile – a molte migliaia di militanti. Come si spiega?
13. Se è vero che la versione finale del cento punti è uscita dal pc di Giorgio Gori, conviene ricordare all'Anticristo di usare il correttore ortografico, prima.
14. Chi propone il diritto di voto a 16 anni (rottamatori o dinosauri, non fa differenza) farà bene a parlare tutti i giorni con i sedicenni e rendersi conto dei termini reali della questione. E magari aiutarli a capire la politica, con altri linguaggi e altre pratiche. Prendendo seriamente i cento punti, da cittadini responsabili, per esercitare il diritto di voto sarebbe opportuno aver praticato il (sacrosanto) servizio civile obbligatorio. Mi scuso per la consequenzialità logica, che però qualche volta aiuta.
15. Una critica feroce? Steve Jobs e Marchionne saranno tanto ispiratori, ma davvero stanno – legittimamente – da un'altra parte. E non sembra abbiano saputo in vita loro cosa fosse la partecipazione. Il rap, invece, fa proprio cascare le braccia. È un giovanilismo vecchio, già visto e già più volte sfruttato anche dai dinosauri. Qualche volta, si può anche privilegiare la bellezza e la cultura, a queste riunioni politiche, rispetto ai modelli imperanti. Volare un po' più alto è già osare.

giovedì 27 ottobre 2011

CoCoCo40 - Resoconti del Consiglio e confusione delle responsabilità

I commenti alla scorsa seduta del Consiglio sono stati di varia natura, com'è ovvio. Quelli più efficaci e corretti colgono appieno il significato politico della mozione di sfiducia, che può piacere o meno, essere condivisa o no, addirittura essere posta in atto oppure no, come il sindaco, more solito, ha annunciato di voler fare. Ma qualcosa ha pur voluto dire, anzi molto.
Altri purtroppo hanno cercato di sminuire questo forte giudizio politico, che è anche una valutazione dell'operato e insieme un'esibizione della reale compattezza e della convinzione che sorreggono (si fa per dire) l'attuale maggioranza.
Questi ultimi anno purtroppo avuto gioco facile per le intemperanze di qualcuno, che possono aver trovato appiglio in atteggiamenti discutibili, ma non si giustificano mai in una sede come questa. Sono spettacoli ai quali purtroppo abbiamo dovuto abituarci e che non giovano purtroppo al decoro di quest'aula né all'immagine che la cittadinanza ne riceve.
Sarebbe però corretto che le valutazioni su quanto accade, nelle ricostruzioni offerte al pubblico, evitassero di coinvolgere il Consiglio in quanto tale, ossia tutti i consiglieri, che non hanno tutti lo stesso atteggiamento, non tutti affrontano le questioni con lo stesso “piglio”, diciamo così, non tutti si lasciano andare, non tutti usano lo stesso linguaggio, non tutti considerano l'aula allo stesso modo, non tutti attentano alla dignità dell'istituzione. Ed è un fatto evidente, niente affatto difficile da cogliere.
Non voglio certo dire che non si possa esprimere un giudizio sull'utilità o meno di certe sedute, sulla produttività stessa del Consiglio, sull'efficacia del lavoro complessivo, naturalmente anche sulle capacità dell'opposizione. Bisognerebbe però essere capaci di distinguere il giudizio politico, che andrebbe espresso chiaramente come tale, non come una sorta di resoconto obiettivo, dal resoconto altrettanto obiettivo di quanto accaduto, attribuendo perciò le responsabilità individuali a coloro cui competono. A ciascuno il suo: non una melassa nella quale gli atteggiamenti si confondono, una notte in cui tutti i gatti sono bigi – e così, alle prossime elezioni, tutti potranno presentarsi come nulla fosse, perché “mal comune mezzo gaudio”. Non è così, e bisogna dirlo.
A me ad esempio appare chiaro di chi sia la responsabilità della situazione quasi disperata, certamente disperante, nella quale versa la nostra città. Il Consiglio qui c'entra poco: magari avesse avuto la possibilità di intervenire in maniera determinante, o perlomeno di esercitare una forte e stabile funzione d'indirizzo. Ma anche questa funzione, lo sappiamo bene, può essere esercitata efficacemente solo se c'è una controparte disposta ad ascoltare.
Non c'è stata, in questi anni: e forse anche qui, in questo atteggiamento si trova la spiegazione di certi episodi comunque deprecabili, la radice di uno svuotamento di senso di tante sedute poco consone alla dignità della nostra funzione.

lunedì 17 ottobre 2011

CoCoCo39 - Transito pedonale pericoloso in via Pasquale Paoli

Segnalo la situazione determinatasi in questi giorni in via Pasquale Paoli, subito oltre la confluenza di via Cuzzi. Sono infatti in corso dei lavori per circa una cinquantina di metri sul marciapiede, la cui percorribilità è perciò del tutto impedita dalla presenza di una recinzione metallica che, opportunamente, delimita la zona di cantiere.
Tuttavia, in assenza di una regolamentazione adeguata o almeno di apposite segnalazioni pedonali, il transito a piedi avviene ora direttamente sulla sede stradale.
Dato che la via Paoli è ben nota a tutti coloro che vi transitano per la dimensione non propriamente ampia delle corsie, si può ritenere la situazione determinatasi essere oggettivamente pericolosa.
Il fenomeno risulta particolarmente grave alla mattina presto e a metà giornata, per la presenza di numerosi studenti che arrivano o escono dal liceo Giovio.
Chiedo pertanto che si provveda con urgenza, prima che per incuria si verifichino incidenti facilmente evitabili.

lunedì 10 ottobre 2011

CoCoCo38 - Interpellanza sullo stato delle strade ed assicurazioni relative

È sotto gli occhi di tutti il riprovevole stato di manutenzione della rete viaria cittadina. Indipendentemente dalle giustificazioni addotte – “non ci sono soldi”: ma la scarsità di risorse da destinare al capitolo dipende comunque da scelte della Giunta nella ripartizione decisa in bilancio – si deve considerare che questa situazione non fa altro che scaricare sulla cittadinanza costi aggiuntivi ingenti, legati al maggior logorio prodotto su auto e moto dalle buche continue. Altro che “non mettere le mani nelle tasche dei cittadini”! Li si costringe a metterle loro, le mani al portafoglio, per provvedere alle riparazioni dei mezzi, che si rendono necessarie con frequenza innaturale.
Si determina poi un vistoso danno di immagine, specialmente avvertito da chiunque provenga dalla vicina Svizzera, il quale non ha bisogno neppure della segnaletica stradale per rendersi conto di essere arrivato a Como: glielo annuncia la sofferenza delle sospensioni. Altro che “città turistica”: questa è sì una località amena, ma con strutture viarie degradate a livello di terzo mondo. Ma soprattutto, ed è inaccettabile, si determina in tal modo un incremento sensibile degli incidenti e degli infortuni di varia entità a danno di pedoni, ciclisti, automobilisti.
Se si pensa così di risparmiare, ci si sbaglia di grosso! A sua volta, infatti, il Comune deve accollarsi gli oneri di risarcimento dei danni provocati dall’incuria, aumentando il numero dei contenziosi, dato che non tutte le richieste vengono accolte, ed è nella necessità di pagare anno dopo anno rilevanti premi assicurativi.
È perciò preoccupante che la compagnia assicuratrice che ha garantito sinora la copertura dei danni abbia manifestato la sua volontà di non procedere al rinnovo contrattuale per il prossimo anno, evidentemente valutando come eccessivo il rischio economico da assumere di fronte al degrado crescente delle strutture da assicurare; e la gravità del fatto è tanto maggiore, se si considera che la predetta compagnia non copriva in effetti tutta una serie di risarcimenti minori, rimasti a carico del Comune, avendo stabilito una franchigia pari ad euro 26.000.
“Seguite le vostre ambizioni”, recita proprio oggi la pubblicità di Chartis sui quotidiani economici. Tragica ironia, il fatto che quelle della Giunta di Como, verificate alla prova dei fatti, non siano neppure più reputate degne di supporto da una compagnia assicuratrice.
Il futuro è inquietante, in quanto è logico presumere che il degrado crescente non farà che aumentare gli oneri delle richieste di risarcimento.
Lo ribadiamo, la situazione descritta è anzitutto grave per l’oggettiva e sempre crescente incidenza sui futuri bilanci comunali. Ecco perché, con questa interpellanza, intendiamo costringervi a chiarire con assoluta urgenza quali interventi, quali provvedimenti immediati la Giunta Comunale voglia assumere per risanare in maniera funzionale e duratura tanto il manto stradale quanto i marciapiedi, onde prevenire il verificarsi di ulteriori incidenti e, insieme, quali misure intenda adottare la Giunta al fine di garantire una adeguata copertura assicurativa in merito.
Non potete rifiutarvi di dare risposte precise e di assumervi un un impegno che si traduca in fatti, non in chiacchiere o scuse. Manca poco alla fine del vostro mandato, che avreste dignitosamente dovuto concludere già da più di un anno, per offrire alla città una possibilità di ripresa. Non lo avete voluto, ed è una pesante responsabilità. Cercate almeno di provvedere a questa emergenza in modo decente. Non aggravate l’eredità già catastrofica che state lasciando.

testo dell'interpellanza:

I sottoscritti consiglieri
- premesso che
1. il disdicevole stato di manutenzione della rete viaria cittadina ha concorso a determinare, negli ultimi anni, un incremento sensibile degli incidenti e degli infortuni di varia entità a danno di pedoni, ciclisti, automobilisti e dei loro mezzi;
2. la compagnia assicuratrice Chartis, che ha garantito sinora la copertura dei danni, ha manifestato la sua volontà di non procedere al rinnovo contrattuale per il prossimo anno, evidentemente valutando come eccessivo il rischio economico da assumere di fronte al degrado crescente delle strutture da assicurare;
3. la gravità della situazione appare ancora più evidente qualora si consideri che la predetta compagnia non copriva in effetti i risarcimenti minori, avendo stabilito una franchigia pari ad euro 26.000, il che lascia presumere che sia prevedibile nel futuro un incremento delle richieste di risarcimento per importi ben superiori;
- ritenuto che
la situazione descritta prefiguri una oggettiva lesione del diritto alla sicurezza dei cittadini e, insieme, la prospettiva di domande di risarcimento sempre crescenti, a detrimento del bilancio comunale già in precarie condizioni,
- chiedono di conoscere
quali provvedimenti concreti intenda immediatamente assumere la Giunta per risanare in maniera funzionale e duratura tanto il manto stradale quanto i marciapiedi, onde prevenire il verificarsi di incidenti ai danni dei cittadini;
quali misure intenda adottare la Giunta Comunale al fine di garantire una adeguata copertura assicurativa in merito.

mercoledì 28 settembre 2011

Tunnel da ridere... o da piangere

Fa ridere mezzo mondo la dichiarazione del Ministro Gelmini che si congratula solennemente coi ricercatori italiani del Cern e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare per la straordinaria dimostrazione che la materia possa viaggiare più veloce della luce. Afferma infatti che l’Italia ha contribuito con uno stanziamento “stimabile intorno ai 45 milioni di euro” alla costruzione di un fantomatico “tunnel tra il Cern e i laboratori del Gran Sasso”, il quale, se esistesse, misurerebbe 750 chilometri. Di fronte alla valanga di sarcastici commenti, il ministero replica qualificandoli una “polemica ridicola e strumentale”, essendo ovvio che non si tratti di un tunnel materiale. Esistono cioè gallerie senza consistenza fisica? Non lo sapevamo.
Eppure è così: per certi politici è tutto ovvio, nella favolosa “realtà virtuale” che hanno costruito sulla base di una competenza non proprio di prim’ordine. Peccato che proprio adesso il “miracolo italiano” si stia completamente sgretolando, rivelandone la natura fasulla e l’inaffidabilità di chi lo ha proclamato per anni. C’è da chiedersi poi se non sia “strumentale” piuttosto l’affanno con cui questa classe dirigente (si fa per dire) cerca di intestarsi i meriti altrui. Gli scienziati italiani sono sostenuti dai finanziamenti del governo in misura minimamente adeguata, o non sono forse in gran numero costretti all’emigrazione, privandoci della risorsa più preziosa per costruire il futuro? Le forze dell’ordine, ancora capaci di contrastare il crimine ed arrestare i mafiosi, devono forse ringraziare i tagli al bilancio che li privano persino del carburante per le vetture di servizio, molte delle quali ormai logore? Quanto al “ridicolo”, non c’è bisogno di commento, pensando ai titoli che consentono di diventare ministro nell’Italia del ventunesimo secolo.

martedì 27 settembre 2011

CoCoCo37 - Colpi di coda

La notizia di oggi - la possiamo ricavare dalla penna di uno dei più prolifici giornalisti cittadini - è a mio parere il varo, da parte della Giunta, del piano attuativo in via Torriani, quello bocciato dal Consiglio l'11 ottobre scorso ed ora approvato, sia pure con qualche limitazione, sfruttando ogni recesso consentito dal cosiddetto “piano sviluppo”.
Oltre all'altro intervento di via Castellini, già approvato anch'esso, apprendiamo poi delle altre vostre prossime “grandi manovre”: venerdì dovrete correre per approvarne altri sette, se non qualcuno in più, entro le scadenze consentite.
A parte l'avere letto vostre smentite preventive nelle settimane scorse (che questa situazione non si sarebbe verificata), ora puntualmente smentite dai fatti, nel vostro modo di procedere troviamo la perfetta conferma del metodo di governo che ha contrassegnato questi mandati, ossia il passare soddisfatti sopra la testa del fastidioso consiglio, di cui peraltro questa maggioranza stenta ad mantenere il controllo.
Correte, perciò, ad approvare altre volumetrie, utili senza dubbio a chi costruisce, molto meno probabilmente alla città. Correte a realizzare ulteriori spazi abitativi vuoti, montagne di invenduto, realizzando per certo un deprezzamento generalizzato del mercato immobiliare per eccesso di offerta per una città che non attira certo nuovi cittadini.
È giusto d'altronde che approfittiate delle ultime occasioni che avete per lasciare la vostra impronta sulla città futura. Probabilmente non nel segno dell'armonia e della qualità della vita, ma che importa?
Vediamo in questi mesi penosi il massimo responsabile del dissesto politico, culturale e morale nel nostro paese che si sta abbarbicando tenacemente alla gestione del potere fine a se stessa, o più ancora alla propria autoconservazione, del tutto incurante delle conseguenze per la collettività, del prestigio e della credibilità nazionale, ormai privo di direzione, e forse ulteriormente compiaciuto del fatto che con Sansone potranno perire anche molti Filistei, cioè noi. Così a Como, nel nostro piccolo, sembra emergere da questi piccoli atti la continuità di un metodo sciagurato e insensibile. Ancora una volta ignorate il dovere del confronto, modificando quanto già deliberato per assestare un ultimo colpo di coda ad una città che sotto la vostra gestione ha sempre più perso identità e bellezza, dopo avere aggravato con le carenze sempre più vistose nei servizi le condizioni di tutti e dopo avere contribuito al dissesto del bilancio con operazioni grandiose nelle intenzioni, che però non avete saputo gestire con la diligenza non dico dei grandi manager, ma neppure del buon padre di famiglia.

venerdì 23 settembre 2011

Sopravvivere a malapena...

La durezza della crisi economica ha almeno un merito: anche i più distratti si stanno rendendo conto che per anni la politica (con la p minuscola) ha creato l'illusione di un paese di Bengodi, dove ci si poteva sistemare vita natural durante a spese della collettività, purché si entrasse in una delle tante consorterie: la "casta" e i suoi numerosi stuoli di servitori e raccomandati.
Quantificazioni eccessivamente generose, per non dire sconsiderate, hanno rappresentato non il giusto compenso per il tempo speso al servizio della "casa comune", bensì una sorta di beneficio perpetuo del tutto indipendente dalla qualità del lavoro svolto. Spregiudicati approfittatori hanno trasformato il decoro dell'istituto parlamentare in un’occasione di privilegio ingiustificato, che non tocca i soli politici, ma anche una pletora di inservienti gallonati, di camerieri e barbieri: ad esempio, gli uscieri dei palazzi romani guadagnano quattro volte di più rispetto agli omologhi degli altri grandi paesi europei. L’assistenza sanitaria riservata in cliniche private a qualche centinaio di onorevoli, familiari e conviventi, evidenzia bilanci milionari. I costi per il funzionamento delle strutture si sono dilatati in modo inverosimile, e non sembra proprio che in compenso si sia lavorato più di tanto per risolvere i problemi strutturali del paese. Per gran parte del tempo ci si è invece concentrati sui problemi giudiziari di un condottiero onesto, casto e puro, e sulla spartizione dei posti tra personaggi spesso inconcludenti, ma ben capaci di cumulare massicciamente incarichi e stipendi (Expo docet). Ovvio che la prima preoccupazione dei privilegiati sia quella di sistemare anche i propri rampolli, per risparmiare loro la precarietà che attende gli altri giovani, i figli dei fessi.
Ora, di fronte alla notizia che un'attempata pornodiva ex parlamentare sta per ricevere la pensione dopo essersi fatta vedere in aula alcune volte in un solo mandato quinquennale, mentre ai normali cittadini ormai non bastano nemmeno 35 anni di contributi, si sprecano i commenti. Forse i più significativi sono quelli dei protagonisti stessi, riassunti con raffinata improntitudine da Gerardo Bianco, secondo cui è impensabile un ridimensionamento delle pensioni dorate, perché "bastano appena a sopravvivere". Non ci rimane dunque che augurare buon riposo a tutti i sopravvissuti, cominciando da Vittorio Sgarbi, che prende 8455 euro al mese da quando ha compiuto 54 anni, o Alfonso Pecoraro Scanio (8836 euro al mese dai 49 anni), e tanti altri che, con loro, possono dire di essersi ben meritati l'accostamento a Cicciolina. Come noi elettori meritiamo il cappello da somari, in parte responsabili di aver determinato con le nostre scelte e la nostra credulità l’ascesa di simili personaggi.

giovedì 15 settembre 2011

CoCoCo36 - Delibera sul reinserimento sociale di detenuti al termine della pena presso il “Bassone”

Come hanno rilevato anche gli interventi che mi hanno preceduto, non si può certamente essere contrari ad una deliberazione che propone interventi di alto valore sociale e umano. Un suo indubbio pregio, ai miei occhi, è rappresentato dalla corretta concezione della pena che la anima.
Infatti la punizione, il valore deterrente del carcere non devono essere disgiunti da una serie di interventi volti al reinserimento del detenuto, in modo che una volta scontata la pena, egli possa reintegrarsi nella società come un suo membro attivo e non come fonte di ulteriori problemi. Tutto questo non può avvenire per magia, né per semplice inerzia, ma richiede programmi ed investimenti coordinati fra tutti i soggetti che a vario titolo si occupano del problema. Ed è una cosa che la deliberazione mette in campo, benché quello del sostegno finanziario sia un tasto dolente, soprattutto di questi tempi.
Gli aspetti carenti della politica carceraria in Italia, negli ultimi anni, mostrano purtroppo proprio questo ordine di incapacità e di velleitarismo. Sono fioccati i proclami di severità, durezza, “tolleranza zero” nei confronti del crimine, nonché, ancor più importante, di costruzione di nuove carceri per accogliere tutti i soggetti che sarebbero stati puniti da questo “nuovo corso”.
Si è assistito poi alla creazione di nuovi reati senza alcun senso logico, come l'immigrazione clandestina, con l'unico risultato di ingrossare le fila dei detenuti per pure ragioni di propaganda,
e soprattutto al conseguente aumento dell'invivibilità dei luoghi di detenzione, che non di rado dà origine a tragedie, con estremi gesti di disperazione. Un sovraffollamento inaccettabile alla coscienza civile, la quale sa che la punizione inflitta dallo Stato non può mai trasformarsi in tortura.
Questa drammatica situazione, mal governata, porta poi a periodiche richieste d'indulto, anche in buona fede, che vanificano sempre più la concezione che sola può valere a garantire il rispetto della legge, ossia proprio la certezza della pena, come insegnava già il pensiero illuminista, e segnatamente Cesare Beccaria.
In un paese come il nostro, tale prassi risulta tanto più deleteria, quanto più siamo pieni di furbi che cercano di farla franca (e spesso ci riescono), quanto più la cosa pubblica è retta da politicanti senza troppi scrupoli, che dell'impunità personale fanno un obiettivo dell'azione parlamentare ed un vanto, riservando il carcere ai ladri di polli, ad esempio, ma non ai falsificatori di bilanci.
Perciò ritengo che, pur nell'orizzonte, necessariamente limitato, della proposta espressa la deliberazione che ci troviamo a votare abbia un carattere di concretezza e di operatività che – se alle parole seguiranno i fatti – va nella giusta direzione, in quanto pone l'intervento in una prospettiva di speranza e di motivazione al reinserimento da parte dei soggetti coinvolti, che può giovare alla loro esistenza già durante il periodo di espiazione.
Si evidenzia inoltre un'opportuna valorizzazione dell'azione meritoria delle associazioni tramite una regia che coordini gli interventi e promuova un arricchimento dell'offerta attuale.
E però: progetti personalizzati, soluzioni abitative, borse lavoro, sono tutti impegni di rilievo, che non potranno prescindere da un finanziamento robusto e non irrisorio, che richiede impegno all'Amministrazione. Ma questa non sarebbe comunque una valida ragione per non sposare convintamente questa proposta, che si presenta come un investimento sul futuro, il quale si ripaga in termini di inclusione sociale e di diminuzione di altri costi, che non si fatica ad immaginare.
Perciò ripeto: questo atto è pienamente condivisibile, ma solo se alle parole seguiranno i fatti. Sarebbe assai grave, infatti, se nel futuro queste parole dovessero trovarsi disattese da una pratica di bilancio che con scuse più o meno plausibili fa di fatto cadere nel dimenticatoio gli impegni precisi assunti dal Consiglio in questa sede.
La responsabilità che ci assumiamo in questa sede sia tale da trovare concreta realizzazione nell'operato della giunta, dell'assessorato e degli altri soggetti menzionati: in caso contrario questo documento si trasformerebbe in un prendersi gioco della sofferenza e delle difficoltà delle persone, oltre che in un oggettivo lasciar andare le cose, con un aggravamento dei costi sociali di medio e lungo termine.