Albrecht Dürer, Navis Stultorum (in S. Brant, Narrenschiff - 1497)
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domenica 23 dicembre 2012
In risposta ad alcune critiche "politiche"(?)
Solo due brevi precisazioni in ordine al mio ultimo intervento, che chiunque abbia voglia può leggere e valutare qui sotto.
1) Mi pareva di aver espresso una chiara valutazione di sostegno al PGT per l'impostazione metodologica, intervenendo perciò sull'argomento in chiave politica senza peraltro sovappormi inutilmente ai rilievi ampiamente condivisi dei colleghi che ho menzionato.
2) Ho contestato invece con forza l'atteggiamento tenuto da parte dell'opposizione nel dibattito, non tanto per i rilievi di merito, tutti legittimi anche se non sempre davvero pertinenti, quanto per l'inaccettabile ripetizione dell'etichetta di "bravi ragazzi" ma "incapaci" attibuita alla Giunta, che sembra essere diventato il mantra di chi non ha veri argomenti sostanziali e assume una connotazione a volte ridicola. Per verificare tale assunto, occorrerebbe sottoporne l'operato alla prova dei fatti, cosa che evidentemente non si può pretendere a inizio mandato.
Tutto qui. Avendo preso la parola 11 volte in consiglio dall'inizio, avendo sinora presentato un Odg, una mozione approvata sulle ludopatie e un paio di emendamenti, non so neppure se corrisponda al vero l'accusa di parlare "ogni morte di papa" che mi è stata sprezzantemente rivolta da chi forse ascolta solo quando vuole. Certo, mi sforzo di non parlare troppo a vanvera, per rispetto dei colleghi e dei soldi dei contribuenti. Chissà se tutti i consiglieri possono dire altrettanto...
1) Mi pareva di aver espresso una chiara valutazione di sostegno al PGT per l'impostazione metodologica, intervenendo perciò sull'argomento in chiave politica senza peraltro sovappormi inutilmente ai rilievi ampiamente condivisi dei colleghi che ho menzionato.
2) Ho contestato invece con forza l'atteggiamento tenuto da parte dell'opposizione nel dibattito, non tanto per i rilievi di merito, tutti legittimi anche se non sempre davvero pertinenti, quanto per l'inaccettabile ripetizione dell'etichetta di "bravi ragazzi" ma "incapaci" attibuita alla Giunta, che sembra essere diventato il mantra di chi non ha veri argomenti sostanziali e assume una connotazione a volte ridicola. Per verificare tale assunto, occorrerebbe sottoporne l'operato alla prova dei fatti, cosa che evidentemente non si può pretendere a inizio mandato.
Tutto qui. Avendo preso la parola 11 volte in consiglio dall'inizio, avendo sinora presentato un Odg, una mozione approvata sulle ludopatie e un paio di emendamenti, non so neppure se corrisponda al vero l'accusa di parlare "ogni morte di papa" che mi è stata sprezzantemente rivolta da chi forse ascolta solo quando vuole. Certo, mi sforzo di non parlare troppo a vanvera, per rispetto dei colleghi e dei soldi dei contribuenti. Chissà se tutti i consiglieri possono dire altrettanto...
mercoledì 19 dicembre 2012
CoCoCo 2012-7: Piano di governo del territorio e valutazione degli interventi
Non intendo prendere molto tempo, anche perché nel merito mi ritrovo in molti dei concetti espressi tra gli altri dai consiglieri Favara, Nessi e Legnani. Vorrei solo rilevare come, a mio modesto avviso, nessuno abbia espresso la pretesa di aver realizzato con questo PGT la perfezione urbanistica, che del resto non è di questo mondo. Perciò, al di là di qualche espressione un po'colorita, la diversità di sfumature e la presenza di qualche rilievo diversificato tra le forze di maggioranza possono essere interpretati come segni di divisione solo nei sogni più ardimentosi di qualche esponente dell'opposizione, rientrando invece agevolmente nella più tranquilla categoria delle variegate sensibilità politiche o territoriali che arricchiscono l'esperienza politica a sostegno della giunta Lucini, e non le impediranno certo di lavorare per il bene della città.
Anzi, entro i limiti stringenti che sono qui dati, in particolare quelli cronologici, il notevole impegno di “fine tuning” sul testo di partenza è agevolmente riscontrabile dall'esame dei materiali, e in particolare nella rigorosa presentazione dell'assessore Spallino, comunque tutt'altro che priva di una visione di futuro, in particolare quando afferma che "il Comune non è più l’unico interlocutore in grado di governare i processi di pianificazione territoriale" e che si richiede un approccio culturale diverso rispetto al passato in termini di partecipazione, condivisione e collaborazione pubblico-privato, anche per generare opportunità di sviluppo ed attuare gli obiettivi strategici di interesse collettivo, e che "la necessità di garantire forme di partecipazione diffusa dei singoli cittadini e delle varie forme associative è ormai divenuta ineludibile". A mio avviso, perciò, sono forti e profondi gli elementi di compatibilità con quanto enunciato nel nostro programma, e in particolare nella prospettiva di un'“opera aperta” all'ascolto e alla partecipazione non solo presente, ma anche futura della cittadinanza; metodologia che potrà non piacere – e in effetti è stata tacciata di una opaca "discrezionalità" in modo incongruente ed illogico – ma corrisponde appieno alla prospettiva politica giudicata e premiata dalle urne.
Non mi ha stupito, è vero, accanto a indicazioni e suggerimenti anche apprezzabili dei quali va dato atto, il susseguirsi di critiche ingenerose nei confronti dell'operato della giunta e dell'Assessore in quanto tali, ben al di là dei contenuti in discussione. Fa parte del gioco, come suol dirsi.
E però è ora di affermare che siamo stanchi di tollerare attacchi palesemente infondati senza che da parte nostra si voglia perdere troppo tempo in repliche polemiche (perché è vero, per molti aspetti, che sarebbe comunque tempo perso), quindi ora colgo l'occasione per ricordare che saremo forse troppo tolleranti, ma di certo non acquiescenti davanti alle sciocchezze che qualcuno ci vuol far piovere addosso.
Sarà magari vero – ma la ragione imporrebbe il beneficio del dubbio – che se gli elettori avessero scelto un altro sindaco avremmo avuto ben altra solidità di impianto, adeguati tempi di riflessione, una visione della città capace di sfidare i secoli futuri, ma così non è stato. Bisognerebbe finalmente essere capaci di prenderne atto, elaborare il lutto e rinviare gli eccessi polemici e le provocazioni alla prossima campagna elettorale. Gli elettori, evidentemente, si dovranno accontentare non di effetti speciali, ma di gente che sgobba molto e batte poco la grancassa, a costo di sentirsi dare del “boy scout” o dei “bravi ragazzi” da chi crede di aver trovato un eccelso espediente retorico per accusare aprioristicamente di incompetenza la controparte, senza portare solide argomentazioni e sopratutto senza aspettare la verifica dei fatti.
In realtà questo è solo un trucco di bassa lega, un esercizio di pigrizia mentale che purtroppo abbiamo già potuto leggere a stampa più volte, con l'implicito ammonimento che essere armati di buona volontà ed onesti non è condizione sufficiente a governare. Chi intende continuare su questa strada, vorrebbe di grazie essere più conseguente, ed affermare anche che perciò in fin dei conti non è una condizione necessaria? Altrimenti come argomentazione è del tutto inconsistente: si tratta di un'ovvietà lapalissiana, che gli elettori conoscevano benissimo quando hanno dato la fiducia a questo sindaco, giudicandolo competente quel tanto che basta, sicuramente attendendo dei risultati, ma entro i tempi che la ragione impone, e non la vuota polemica politica e la convenienza di un'opposizione a corto di argomenti.
Sostenere che è meglio avere in politica persone di qualsivoglia moralità, purché certificate "capaci" (e da chi, di grazia? dalla loro lingua lunga, o dal coro dei compagni di cordata?), equivarrebbe oggi, per fare un esempio, a battere una pacca sulle spalle di quei consiglieri (o di quel presidente) regionali che abbiamo visto approfittare spudoratamente di privilegi generosamente autoconcessi, in cambio di autocertificazioni di efficienza che stanno tra l'altro mostrando vistosi segnali di falsità, in un sistema di potere che va sempre più sgretolandosi, e dire loro "continuate così".
Io non so se la nostra giunta, che si è assunta l'onere pesantissimo di mettere mano agli infiniti dissesti lasciati alla città da precedenti amministrazioni delle quali non a caso, e non innocentemente, ci viene regolarmente intimato di non parlare (perché infatti noi partiamo da una situazione normale, vero? Sia chiaro che non cerchiamo scuse, ma esigiamo il rispetto della verità storica, che sola consente una valutazione equa!), non so, dicevo, se sarà capace di reggere una sfida così pesante. Da cittadino me lo auguro di cuore. Conoscendo il sindaco, e imparando ad apprezzare la giunta (per quanto evidentemente non composta dai supereroi dei fumetti che forse qualcuno si aspetterebbe di vedere all'opera), non esito a nutrire qualche fondata speranza che tra quattro anni la città potrà essere un poco migliore di come l'abbiamo trovata, anche a partire dall'attuale piano di governo del territorio. Magari pure con il concorso dell'opposizione, di cui non mi sfuggono gli intenti propositivi... quando ci sono. Perché a volte, per dire il vero, mi è sembrato di sentir aleggiare in quest'aula sospettose questioni fondate sul nulla, con quesiti costruiti in modo tanto astruso da non poter ottenere una risposta logicamente valida, per consentire poi modeste filippiche a difesa di una legalità e trasparenza mai seriamente minacciate.
È vero che questo è un consesso democratico. Tutte le opinioni che abbiamo ascoltato vanno senz'altro rispettate. Ma a questo punto iniziale del cammino, l'onestà impone di voler considerare che solo l'esperienza, la prova dei fatti, può essere un metro di giudizio adeguato dei progetti e della capacità di attuarli. Ed è questo il trattamento che meriterebbe l'attuale PGT in discussione. Il gioco delle parti rischia altrimenti di farsi stucchevole nella sua prevedibilità, con l'inconsistenza di polemiche oltretutto incapaci di incidere sul voto finale. Auguro alla città che tutti possiamo ritrovarci serenamente, 1) tra pochi mesi, ad affinare ulteriormente gli elementi di programmazione qui delineati, e 2) tra pochi anni a svolgere quel bilancio che la responsabilità assunta davanti ai cittadini ci impone di compiere. Sono fiducioso che allora la valutazione potrà dirsi positiva.
Anzi, entro i limiti stringenti che sono qui dati, in particolare quelli cronologici, il notevole impegno di “fine tuning” sul testo di partenza è agevolmente riscontrabile dall'esame dei materiali, e in particolare nella rigorosa presentazione dell'assessore Spallino, comunque tutt'altro che priva di una visione di futuro, in particolare quando afferma che "il Comune non è più l’unico interlocutore in grado di governare i processi di pianificazione territoriale" e che si richiede un approccio culturale diverso rispetto al passato in termini di partecipazione, condivisione e collaborazione pubblico-privato, anche per generare opportunità di sviluppo ed attuare gli obiettivi strategici di interesse collettivo, e che "la necessità di garantire forme di partecipazione diffusa dei singoli cittadini e delle varie forme associative è ormai divenuta ineludibile". A mio avviso, perciò, sono forti e profondi gli elementi di compatibilità con quanto enunciato nel nostro programma, e in particolare nella prospettiva di un'“opera aperta” all'ascolto e alla partecipazione non solo presente, ma anche futura della cittadinanza; metodologia che potrà non piacere – e in effetti è stata tacciata di una opaca "discrezionalità" in modo incongruente ed illogico – ma corrisponde appieno alla prospettiva politica giudicata e premiata dalle urne.
Non mi ha stupito, è vero, accanto a indicazioni e suggerimenti anche apprezzabili dei quali va dato atto, il susseguirsi di critiche ingenerose nei confronti dell'operato della giunta e dell'Assessore in quanto tali, ben al di là dei contenuti in discussione. Fa parte del gioco, come suol dirsi.
E però è ora di affermare che siamo stanchi di tollerare attacchi palesemente infondati senza che da parte nostra si voglia perdere troppo tempo in repliche polemiche (perché è vero, per molti aspetti, che sarebbe comunque tempo perso), quindi ora colgo l'occasione per ricordare che saremo forse troppo tolleranti, ma di certo non acquiescenti davanti alle sciocchezze che qualcuno ci vuol far piovere addosso.
Sarà magari vero – ma la ragione imporrebbe il beneficio del dubbio – che se gli elettori avessero scelto un altro sindaco avremmo avuto ben altra solidità di impianto, adeguati tempi di riflessione, una visione della città capace di sfidare i secoli futuri, ma così non è stato. Bisognerebbe finalmente essere capaci di prenderne atto, elaborare il lutto e rinviare gli eccessi polemici e le provocazioni alla prossima campagna elettorale. Gli elettori, evidentemente, si dovranno accontentare non di effetti speciali, ma di gente che sgobba molto e batte poco la grancassa, a costo di sentirsi dare del “boy scout” o dei “bravi ragazzi” da chi crede di aver trovato un eccelso espediente retorico per accusare aprioristicamente di incompetenza la controparte, senza portare solide argomentazioni e sopratutto senza aspettare la verifica dei fatti.
In realtà questo è solo un trucco di bassa lega, un esercizio di pigrizia mentale che purtroppo abbiamo già potuto leggere a stampa più volte, con l'implicito ammonimento che essere armati di buona volontà ed onesti non è condizione sufficiente a governare. Chi intende continuare su questa strada, vorrebbe di grazie essere più conseguente, ed affermare anche che perciò in fin dei conti non è una condizione necessaria? Altrimenti come argomentazione è del tutto inconsistente: si tratta di un'ovvietà lapalissiana, che gli elettori conoscevano benissimo quando hanno dato la fiducia a questo sindaco, giudicandolo competente quel tanto che basta, sicuramente attendendo dei risultati, ma entro i tempi che la ragione impone, e non la vuota polemica politica e la convenienza di un'opposizione a corto di argomenti.
Sostenere che è meglio avere in politica persone di qualsivoglia moralità, purché certificate "capaci" (e da chi, di grazia? dalla loro lingua lunga, o dal coro dei compagni di cordata?), equivarrebbe oggi, per fare un esempio, a battere una pacca sulle spalle di quei consiglieri (o di quel presidente) regionali che abbiamo visto approfittare spudoratamente di privilegi generosamente autoconcessi, in cambio di autocertificazioni di efficienza che stanno tra l'altro mostrando vistosi segnali di falsità, in un sistema di potere che va sempre più sgretolandosi, e dire loro "continuate così".
Io non so se la nostra giunta, che si è assunta l'onere pesantissimo di mettere mano agli infiniti dissesti lasciati alla città da precedenti amministrazioni delle quali non a caso, e non innocentemente, ci viene regolarmente intimato di non parlare (perché infatti noi partiamo da una situazione normale, vero? Sia chiaro che non cerchiamo scuse, ma esigiamo il rispetto della verità storica, che sola consente una valutazione equa!), non so, dicevo, se sarà capace di reggere una sfida così pesante. Da cittadino me lo auguro di cuore. Conoscendo il sindaco, e imparando ad apprezzare la giunta (per quanto evidentemente non composta dai supereroi dei fumetti che forse qualcuno si aspetterebbe di vedere all'opera), non esito a nutrire qualche fondata speranza che tra quattro anni la città potrà essere un poco migliore di come l'abbiamo trovata, anche a partire dall'attuale piano di governo del territorio. Magari pure con il concorso dell'opposizione, di cui non mi sfuggono gli intenti propositivi... quando ci sono. Perché a volte, per dire il vero, mi è sembrato di sentir aleggiare in quest'aula sospettose questioni fondate sul nulla, con quesiti costruiti in modo tanto astruso da non poter ottenere una risposta logicamente valida, per consentire poi modeste filippiche a difesa di una legalità e trasparenza mai seriamente minacciate.
È vero che questo è un consesso democratico. Tutte le opinioni che abbiamo ascoltato vanno senz'altro rispettate. Ma a questo punto iniziale del cammino, l'onestà impone di voler considerare che solo l'esperienza, la prova dei fatti, può essere un metro di giudizio adeguato dei progetti e della capacità di attuarli. Ed è questo il trattamento che meriterebbe l'attuale PGT in discussione. Il gioco delle parti rischia altrimenti di farsi stucchevole nella sua prevedibilità, con l'inconsistenza di polemiche oltretutto incapaci di incidere sul voto finale. Auguro alla città che tutti possiamo ritrovarci serenamente, 1) tra pochi mesi, ad affinare ulteriormente gli elementi di programmazione qui delineati, e 2) tra pochi anni a svolgere quel bilancio che la responsabilità assunta davanti ai cittadini ci impone di compiere. Sono fiducioso che allora la valutazione potrà dirsi positiva.
lunedì 20 febbraio 2012
CoCoCo50 - Costruzioni inutili, consumo del territorio e PGT
Repetita iuvant, recita un antico adagio. Prendo solo un minuto per ribadire un concetto che ho espresso più volte, nelle sedute di questo Consiglio. E lo faccio con le parole di un esperto, il dirigente provinciale del settore Territorio, che valuta la scelta del PGT in dirittura d'arrivo, riguardo alla costruzione di ulteriori unità abitative, del tutto "illogica, irrazionale e immotivata".
Se fosse correttamente riportata dai giornali, la vostra replica che il PGT opera un rigoroso contenimento del consumo di suolo e ridimensiona volumetrie esistenti, non apparirebbe in sé molto credibile. Ma quel che è peggio, è che non viene considerato in misura minimamente adeguata il fabbisogno di edilizia sociale o convenzionata, sempre secondo la relazione del dott. Cosenza, che riprende anche i dati di una recente ricerca del Dipartimento Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano, commissionata dalla CISL.
Oltre a non presentare alcuna capacità di visione in ordine allo sviluppo della città, questa disattenzione nei confronti dell'housing sociale è tanto più controproducente, quando si considerano le migliaia di abitazioni costruite in questi anni e rimaste invendute nella nostra città.
Urge correre ai ripari, cambiare rotta.
Ma non sembra proprio che questa amministrazione sia in grado di cambiare prospettiva. Perciò, non lasciate ai comaschi altra scelta che cambiare in toto l'amministrazione. Dico l'amministrazione, naturalmente, non solo qualche faccia. O neppure quella, ma solo l'etichetta, come sembra che il centrodestra sia intenzionato a fare, tramite primarie che l'on. Butti si affanna a dire che "non si possono paragonare a quelle del centrosinistra".
Premesso che le primarie, seriamente condotte, sono sempre un esercizio di democrazia e in quanto tali vanno accolte con favore, mi dichiaro d'accordo con lui: non mi sognerei mai di proporre un paragone tanto inappropriato...
Se fosse correttamente riportata dai giornali, la vostra replica che il PGT opera un rigoroso contenimento del consumo di suolo e ridimensiona volumetrie esistenti, non apparirebbe in sé molto credibile. Ma quel che è peggio, è che non viene considerato in misura minimamente adeguata il fabbisogno di edilizia sociale o convenzionata, sempre secondo la relazione del dott. Cosenza, che riprende anche i dati di una recente ricerca del Dipartimento Architettura e Pianificazione del Politecnico di Milano, commissionata dalla CISL.
Oltre a non presentare alcuna capacità di visione in ordine allo sviluppo della città, questa disattenzione nei confronti dell'housing sociale è tanto più controproducente, quando si considerano le migliaia di abitazioni costruite in questi anni e rimaste invendute nella nostra città.
Urge correre ai ripari, cambiare rotta.
Ma non sembra proprio che questa amministrazione sia in grado di cambiare prospettiva. Perciò, non lasciate ai comaschi altra scelta che cambiare in toto l'amministrazione. Dico l'amministrazione, naturalmente, non solo qualche faccia. O neppure quella, ma solo l'etichetta, come sembra che il centrodestra sia intenzionato a fare, tramite primarie che l'on. Butti si affanna a dire che "non si possono paragonare a quelle del centrosinistra".
Premesso che le primarie, seriamente condotte, sono sempre un esercizio di democrazia e in quanto tali vanno accolte con favore, mi dichiaro d'accordo con lui: non mi sognerei mai di proporre un paragone tanto inappropriato...
giovedì 16 giugno 2011
CoCoCo31 - Tutti in coda!
Preliminarmente, apprendo della richiesta di istituire in Comune un ufficio per i diritti degli animali con finanziamento regionale, e mi associo con convinzione, pregando il sindaco di legare il suo nome ad un provvedimento utile.
Quanto al tema principale del mio intervento: 1) La giornata di sabato scorso ha evidenziato ancora una volta come basti un acquazzone di particolare intensità per mandare in tilt il traffico in varie zone della città. In particolare, grazie al famigerato tratto subacqueo dello svincolo di Lazzago, a metà pomeriggio la fila si estendeva per chilometri quasi fino a San Fermo, come ho avuto modo di constatare personalmente. Varie repliche a inizio settimana, ad esempio lunedì pomeriggio.
2) L'evento è almeno servito a rendere ancora più chiaro che il divieto di transitare in discesa per via Risorgimento, dove con una decisione incomprensibile ai più avete voluto realizzare la più inutile delle corsie preferenziali per autobus, è un'autentica assurdità di cui i residenti si stanno ancora lamentando. Se il tratto fosse stato percorribile, in questa occasione di caos il traffico in direzione Como avrebbe avuto una via di sfogo, attenuandosi. E invece no.
3) Ringrazio il sindaco, poiché un mese fa ho presentato un'interrogazione relativa al ritardo dei lavori sul ponte per il km della conoscenza a Villa Olmo, e l'altro ieri mi è arrivata via mail la risposta, peraltro anticipata di qualche giorno attraverso i giornali.
Grazie quindi anche per la pronta comunicazione alla stampa, che è lo stesso canale attraverso il quale possiamo cominciare ad apprendere qualcosa sul PGT in largo anticipo rispetto alle sedi istituzionali. Forse sarà il caso di non presentarci più in Consiglio, ma di recarci direttamente in edicola?
4) E infine: proprio dai primi lacerti del Documento di piano del PGT veniamo a sapere che la città è chiaramente destinata ad espandersi. Vai coi piani attuativi! Sono cioè garantite tante nuove costruzioni – forse destinate ad essere abitate in futuro, certamente utili a rassicurare le lobbies oggi. Sembra chiaro, tra l'altro, che non si pensi affatto ad una riqualificazione a verde o a servizi di tante delle aree produttive dismesse, per migliorare significativamente la qualità della vita di quartieri già sottoposti a forte tensione abitativa.
Inoltre da tanta spensierata progettualità non sembra emergere un piano adatto a proporzionare la crescita prevista alla fluidità di una circolazione che è già al collasso. O meglio, le misure proposte sembrano prefigurare il consueto libro dei sogni, ossia provvedimenti costosissimi e tecnicamente impegnativi, localizzando oltretutto ulteriori nuovi parcheggi in pieno centro, destinati ovviamente ad attirare traffico, anziché allontanarlo. In ogni caso, più residenti, più auto, più traffico. Non è certamente con la ripetizione di schemi obsoleti, né tanto meno con le capacità da voi mostrate in questi anni che la città può sperare di risollevarsi. È veramente un peccato dover sprecare un anno prima di vedervi abbandonare il campo per sperare nell'avvio di una diversa idea di città. Nel frattempo... stiamo in coda.
Quanto al tema principale del mio intervento: 1) La giornata di sabato scorso ha evidenziato ancora una volta come basti un acquazzone di particolare intensità per mandare in tilt il traffico in varie zone della città. In particolare, grazie al famigerato tratto subacqueo dello svincolo di Lazzago, a metà pomeriggio la fila si estendeva per chilometri quasi fino a San Fermo, come ho avuto modo di constatare personalmente. Varie repliche a inizio settimana, ad esempio lunedì pomeriggio.
2) L'evento è almeno servito a rendere ancora più chiaro che il divieto di transitare in discesa per via Risorgimento, dove con una decisione incomprensibile ai più avete voluto realizzare la più inutile delle corsie preferenziali per autobus, è un'autentica assurdità di cui i residenti si stanno ancora lamentando. Se il tratto fosse stato percorribile, in questa occasione di caos il traffico in direzione Como avrebbe avuto una via di sfogo, attenuandosi. E invece no.
3) Ringrazio il sindaco, poiché un mese fa ho presentato un'interrogazione relativa al ritardo dei lavori sul ponte per il km della conoscenza a Villa Olmo, e l'altro ieri mi è arrivata via mail la risposta, peraltro anticipata di qualche giorno attraverso i giornali.
Grazie quindi anche per la pronta comunicazione alla stampa, che è lo stesso canale attraverso il quale possiamo cominciare ad apprendere qualcosa sul PGT in largo anticipo rispetto alle sedi istituzionali. Forse sarà il caso di non presentarci più in Consiglio, ma di recarci direttamente in edicola?
4) E infine: proprio dai primi lacerti del Documento di piano del PGT veniamo a sapere che la città è chiaramente destinata ad espandersi. Vai coi piani attuativi! Sono cioè garantite tante nuove costruzioni – forse destinate ad essere abitate in futuro, certamente utili a rassicurare le lobbies oggi. Sembra chiaro, tra l'altro, che non si pensi affatto ad una riqualificazione a verde o a servizi di tante delle aree produttive dismesse, per migliorare significativamente la qualità della vita di quartieri già sottoposti a forte tensione abitativa.
Inoltre da tanta spensierata progettualità non sembra emergere un piano adatto a proporzionare la crescita prevista alla fluidità di una circolazione che è già al collasso. O meglio, le misure proposte sembrano prefigurare il consueto libro dei sogni, ossia provvedimenti costosissimi e tecnicamente impegnativi, localizzando oltretutto ulteriori nuovi parcheggi in pieno centro, destinati ovviamente ad attirare traffico, anziché allontanarlo. In ogni caso, più residenti, più auto, più traffico. Non è certamente con la ripetizione di schemi obsoleti, né tanto meno con le capacità da voi mostrate in questi anni che la città può sperare di risollevarsi. È veramente un peccato dover sprecare un anno prima di vedervi abbandonare il campo per sperare nell'avvio di una diversa idea di città. Nel frattempo... stiamo in coda.
lunedì 31 gennaio 2011
CoCoCo 11 - Cementificazione e invenduto nell'edilizia residenziale
In questi anni, assistendo alla proliferazione di nuovi palazzi in città, e specialmente nelle aree esterne alla convalle, mi sono spesso chiesto a quali reali esigenze rispondessero gli innumerevoli nuovi cantieri. Soprattutto considerando la situazione demografica sostanzialmente stabile della città. Voglio perciò dare il giusto risalto alla pubblicazione, sulla “Provincia” del 27 gennaio, dei risultati di uno studio commissionato dall’Ordine degli Architetti e condotto da Lorenzo Bellicini, direttore tecnico del Cresme (Centro ricerche economiche e sociali di mercato per l’edilizia e il territorio), da cui si desume che “nell’edilizia residenziale le percentuali di stock di abitazioni costruite da architetti e rimaste invendute ha segnato un costante incremento: 15,1% nel 2006, 17,5% nel 2007, 26,2% nel 2008, 38,1% nel 2009, fino ad arrivare alla previsione del 42% per il 2010. Analogo discorso vale per gli uffici (che sono passati dal 15,3% del 2006 al 37,6% del 2010), per il commerciale (dal 12,3% al 33,1%) e per i capannoni industriali (dal 12,8% al 36,7%). Una costante ascesa dell’invenduto, che va di pari passo con il crollo della nuova produzione residenziale: 4.659 abitazioni, pari a 1.559 migliaia di metri cubi nel 2006; 3.283 case, pari a 1.220 mmc di volumetria nel 2007; 3.131 abitazioni, pari a 1.271 migliaia di metri cubi nel 2008; dato costante nel 2009; discesa a 2.574 case nel 2010, pari a 1.002 mmc; per scendere ancor di più a una previsione di 2.039 abitazioni, pari a 815 mmc nel 2011. In cinque anni il decremento registrato è superiore al 56%”. In sintesi, le previsioni per il 2011 affermano che oltre il 40% delle abitazioni rimarranno invendute e, rispetto al 2006, le nuove costruzioni residenziali saranno il 56% in meno.
Di fronte a simili dati è inevitabile chiedersi perché si sia costruito tanto. La risposta a questa domanda esula forse dagli orizzonti di questo Consiglio, e non mi provo neppure ad azzardarla. Eppure il dato è del massimo rilievo per la nostra attività di amministratori. Tanto per l'elaborazione del prossimo Piano di Governo del Territorio, quanto per l'esame delle autorizzazioni che piovono e sempre più pioveranno in quest'aula nelle more del PGT, sarebbe insensato prescindere dall'evidenza concreta di queste rilevazioni oggettive.
È vero che a Como è fortemente attiva una “lobby del cemento”, che trova ampia accoglienza su una parte della stampa, rivendicando l'importanza economica delle costruzioni, quasi che determinassero un'automatica generazione di ricchezza per la città. Ma questi dati dimostrano che tantissime di queste operazioni non hanno per nulla un carattere di necessità e non rispondono affatto ad una richiesta del mercato. Pertanto dobbiamo chiederci se debbano ancora sussistere, a fronte del prezzo altissimo richiesto in termini di consumo del territorio, e cioè con l'alterazione definitiva di una risorsa non rinnovabile.
Imbruttire la città, soffocare le prospettive con sempre nuove colate di cemento implica ricadute pesanti sotto il profilo ambientale e turistico, generando una diminuzione della qualità della vita dei residenti, oltre a maggiori costi generali e a minori entrate, ad esempio sotto il profilo turistico.
Non si tratta, naturalmente, di condannare l'attività edilizia tout court; al contrario, riteniamo che questa possa e debba svolgere un ruolo insostituibile nella riqualificazione dei volumi esistenti. Di fronte a questi dati schiaccianti, però, non possiamo non rivolgere un appello alla ragione di tutti i consiglieri: se amiamo la città, dobbiamo assumere finalmente la consapevolezza che l'equilibrio urbanistico è da tempo seriamente minacciato e deve essere salvaguardato, da parte nostra, con priorità assoluta. Se abbiamo questa consapevolezza, dobbiamo tradurla in atti amministrativi coerenti ed essere capaci di dire basta alla cementificazione del territorio, tanto nella redazione del PGT, quanto negli atti consiliari. Non un metro cubo di più. E su questo, non sulle chiacchiere, essere valutati dai cittadini.
Di fronte a simili dati è inevitabile chiedersi perché si sia costruito tanto. La risposta a questa domanda esula forse dagli orizzonti di questo Consiglio, e non mi provo neppure ad azzardarla. Eppure il dato è del massimo rilievo per la nostra attività di amministratori. Tanto per l'elaborazione del prossimo Piano di Governo del Territorio, quanto per l'esame delle autorizzazioni che piovono e sempre più pioveranno in quest'aula nelle more del PGT, sarebbe insensato prescindere dall'evidenza concreta di queste rilevazioni oggettive.
È vero che a Como è fortemente attiva una “lobby del cemento”, che trova ampia accoglienza su una parte della stampa, rivendicando l'importanza economica delle costruzioni, quasi che determinassero un'automatica generazione di ricchezza per la città. Ma questi dati dimostrano che tantissime di queste operazioni non hanno per nulla un carattere di necessità e non rispondono affatto ad una richiesta del mercato. Pertanto dobbiamo chiederci se debbano ancora sussistere, a fronte del prezzo altissimo richiesto in termini di consumo del territorio, e cioè con l'alterazione definitiva di una risorsa non rinnovabile.
Imbruttire la città, soffocare le prospettive con sempre nuove colate di cemento implica ricadute pesanti sotto il profilo ambientale e turistico, generando una diminuzione della qualità della vita dei residenti, oltre a maggiori costi generali e a minori entrate, ad esempio sotto il profilo turistico.
Non si tratta, naturalmente, di condannare l'attività edilizia tout court; al contrario, riteniamo che questa possa e debba svolgere un ruolo insostituibile nella riqualificazione dei volumi esistenti. Di fronte a questi dati schiaccianti, però, non possiamo non rivolgere un appello alla ragione di tutti i consiglieri: se amiamo la città, dobbiamo assumere finalmente la consapevolezza che l'equilibrio urbanistico è da tempo seriamente minacciato e deve essere salvaguardato, da parte nostra, con priorità assoluta. Se abbiamo questa consapevolezza, dobbiamo tradurla in atti amministrativi coerenti ed essere capaci di dire basta alla cementificazione del territorio, tanto nella redazione del PGT, quanto negli atti consiliari. Non un metro cubo di più. E su questo, non sulle chiacchiere, essere valutati dai cittadini.
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